Fiscal Compact: 50 o non 50? Questo è il dilemma?

In questi giorni si sta diffondendo la notizia che il fiscal compact dovrebbe costare molto meno dei fatidici 50 miliardi l’anno per l’Italia. Viene infatti data per assodata la diminuzione del deficit grazie alla crescita del Pil secondo stime del Fondo monetario sul nostro paese.
Come sappiamo non tutto quello che viene dalla stampa è oro colato..anzi..il punto di vista del Movimento rimane immutato.
Le ragioni sono che il Fondo monetario difficilmente azzecca le previsioni e noi come Italia nella recente storia economica abbiamo sempre riscontrato dati al ribasso rispetto alle stime.
fiscal compact europaIl Def (Documento di Economia e Finanza) stima un deficit entro il 2014 che vola fino al 134,9%. Non vi è traccia di crescita e tutti i dati macroeconomici interni sono un rosario di tristi realtà: centinaia di aziende che chiudono ogni giorno, disoccupazione alle stelle, idem per la pressione fiscale, economie criminali, evasioni e corruzioni che la fanno da padrone, ko della domanda interna e l’Inps che stenta a pagare pure gli assegni di disoccupazione (allo stato unica fonte di reddito di disperazione per migliaia di famiglie).
Rimangono poi i parametri rigidi del patto di bilancio da rispettare, dunque, in tutto questo ci tocca l’obbiettivo di un limite che progressivamente dovrà essere inferiore al 3% nel rapporto deficit/Pil per rientrare gradualmente fino ad arrivare al pareggio di bilancio (che ci siamo auto inseriti in Costituzione). Il target finale è lo 0,5% che vuol dire riduzione all’osso della spesa pubblica e possibilità zero di sforamenti (deficit).
Dulcis in fundo: il prossimo anno ci tocca pagare una quota di deficit di rientro pari al 3,75%, circa una quarantina di miliardi.
Il fiscal compact rimane un capestro che si sta per stringere al collo degli italiani.

scritto da il .

Simona Suriano