“Cambiare l’Europa è possibile”: pubblico dibattito a Catania

Ci vogliono fare credere che l’EUROPA sia un inviolabile Testo Sacro, ma non è così.
L’insieme dei Trattati che legano tra loro gli Stati Europei sono sempre, per loro stessa natura, rinegoziabili.
Tutti i parametri che ci impongono non sono ” leggi dell’Economia ” ma il frutto arbitrario degli Stati più forti.
Dal Fiscal Compact al Pareggio di Bilancio, dal 3% del PIL agli €uroBond, tutto è modificabile.
Sono tutti gli obiettivi concretamente raggiungibili, tutto si può e si deve cambiare se c’è la Volontà Politica.
Noi l’abbiamo e cambieremo radicalmente l’Europa e l’Italia.

Ne parleremo insieme Sabato 17 maggio 2014 alle ore 10 al Cortile Platamone, in via Vittorio Emanuele, 121 a Catania, con un dibattito pubblico sul tema “Cambiare l’Europa è possibile”.
I relatori dell’incontro saranno il docente di diritto civile dell’università di Palermo professor Guido Noto La Diega e la candidata catanese al Parlamento Europeo per il Movimento 5 Stelle Simona Suriano. A condurre e moderare la Senatrice Portavoce a 5 Stelle Nunzia Catalfo.
I temi illustrati riguarderanno “La distribuzione dei poteri in Europa: revisione, recesso e contro limiti” a cura del prof. Noto La Diega e la parte “Come e dove cambiare i trattati insieme ai cittadini” che sarà trattata dall’avvocato Simona Suriano, unica candidata catanese del Movimento 5 Stelle entrata in lista alle primarie col suffragio di 1274 preferenze interne, prima fra i candidati siciliani al secondo turno. La Suriano, attivista del Movimento dal 2007 è laureata in giurisprudenza con master in relazioni internazionali conseguito all’Università di Bologna e madre di una bimba di tre mesi.

Al centro dell’ incontro pubblico promosso dal Movimento 5 Stelle etneo la possibilità di rinegoziazione dei Trattati Europei, puntando l’attenzione sulle possibilità tecniche di recedere e ridiscutere alcuni accordi che spesso sono la causa principale di ogni misura di austerità per l’intera Unione europea, soprattutto per i paesi particolarmente in crisi come l’Italia.
Gli strumenti tecnico-giuridici infatti sono solo il mezzo di una volontà politica volta al cambiamento radicale e cambiare è possibile attraverso il deciso mutamento politico in seno ai luoghi istituzionali europei.

Ufficio Stampa Simona Suriano
Cambiare l'Europa è possibile - Catania

Nuove tangenti vecchio sistema

Siamo dentro una nuova Tangentopoli. Ma potrebbe trattarsi di qualcosa di diverso.
Nelle indagini dei primi anni ’90, il terreno era già stato preparato per l’inserimento sulla scena politica di una forza ancora più conservatrice del passato che si voleva cestinare.
I latrati leghisti vennero presto soffocati dalla “moderazione” restauratrice berlusconiana. A corruzione e collusione si sostituì una più fresca immagine, patinata e di successo, di corruzione e collusione, anzi venne assoldato dai soliti poteri qualcuno che potesse rinverdire subito i fasti del “Sistema”, qualcuno che ci mettesse faccia, qualunquismo, portafogli e immagine vincente oltre che mezzi televisivi.
Adesso le forze della conservazione sono comunque salde ma accerchiate: da un lato una crisi durevole causata più da limiti strutturali e sistemici del capitalismo come lo abbiamo praticato e conosciuto fino ad oggi, dall’altro un Movimento di cittadini più consapevoli che vogliono rovesciare il sistema politico consolidato proponendo una freschezza morale senza precedenti e un nuovo modello di società e di crescita compatibile con la crisi ambientale che vive il pianeta. Questa nuova Tangentopoli potrebbe essere l’inizio di qualcosa di più prorompente o l’ennesimo colpo di forbice per eliminare i rami secchi? Lo vedremo…
Dall’Europa si possono fare cose: per esempio dare un seguito alla Commissione speciale sulla criminalità organizzata (Crim) ed estendere certi principi e regole antimafia a tutti i paesi dell’Unione.

peppino impastato radio aut
Intanto oggi ricorre uno dei tanti anniversari di morte dei nostri santi laici.
Peppino Impastato venne ucciso a Cinisi il 9 maggio del 1978, i killer inscenarono un finto incidente.
Pochi giorni dopo i cittadini di Cinisi lo elessero al consiglio comunale in forma simbolica.

Mi piace ricordarlo vivo mentre ridicolizza con coraggio la mafia.
#vinciamonoi

Immigrazione, la solitudine italiana di fronte alla UE

La questione immigrati è un problema che deve affrontare l’Italia da sola?
L’immigrazione in Europa per ragioni geopolitiche riguarda principalmente gli spostamenti di masse povere provenienti dal Nordafrica che alla loro condizione di disagio materiale uniscono lo sconquasso provocato dalle diverse mutazioni politico-rivoluzionarie accadute di recente. A queste si uniscono le tratte tradizionali di immigrazione dalla Turchia all’Europa del Nord, quelle che dall’Est progressivamente si muovono verso i paesi benestanti dell’Unione, quella dal Marocco alla Spagna e l’immigrazione di cinesi, indiani e pakistani che arrivano dall’Asia con i più svariati mezzi.
Una babele di necessità e convenienze che in Europa trovano il loro luogo di ristorazione e di speranza per una vita migliore. 

Il tema politico dell’immigrazione clandestina è quindi un problema senza dubbio europeo e come tale andrebbe affrontato con direttive e normative unitarie senza ricorrere ad espedienti o programmi occasionali che lasciano il tempo che trovano. A questa ordinaria pressione migratoria bisogna aggiungere gli allarmi periodici e sempre più gravi dettati da notizie di prossime emigrazioni di massa dall’Africa, come quella giunta qualche giorno fa secondo la quale circa 800.000 migranti sarebbero pronti a sbarcare in Europa (soprattutto coste siciliane) via Libia, laddove regna il caos istituzionale e il traffico è gestito da due clan maggioritari.
E allora cosa fare? Ci può e deve essere solo una risposta politica e istituzionale dell’intera Unione europea e delle organizzazioni sovranazionali. E’ una questione aperta che non può essere delegata a provvedimenti e a stanziamenti una tantum.
Ogni paese dell’unione deve prevedere strutture di accoglienza secondo un equo piano di ripartizione dei migranti, che, secondo le regole vigenti, potranno essere accolti o respinti, con un occhio di riguardo per i rifugiati politici.
Il peso di una mole immigratoria simile non può essere lasciato solo all’Italia o ai paesi che maggiormente ne sostengono il peso organizzativo e sulla popolazione locale.
La Sicilia sta affrontando in solitudine una sequenza sempre più fitta di sbarchi ed il carico organizzativo ed economico è addirittura fronteggiato dai singoli comuni (come al centro d’accoglienza d’Augusta che oggi ho avuto modo di vedere incontrando lì alcuni attivisti).

Immigrati centro d'accoglienza di Augusta

Immigrati nel centro d’accoglienza di Augusta

Infine è naturale che una solidarietà più efficiente si ottiene con la massima organizzazione e pianificazione di risorse economiche ed umane specializzate. A questo dobbiamo puntare per una Europa solidale dentro e fuori le proprie frontiere.
Se non ci lasceranno sognare noi non li faremo dormire.
Vinciamo noi!

Al Centro Pio La Torre confronto su elezioni e mafia. Suriano: “serve un’adozione europea di una legge antimafia”

Mi auguro che la “risoluzione approvata dal Parlamento europeo si tramuti in un vincolo definitivo, in un impegno da parte dell’Europa affinché tutti gli stati membri si dotino di una legislazione antimafia. La lotta non è più locale, ma globale. La nostra legislazione è completa ed efficace ma il rischio è che le mafie la scavalchino infiltrandosi in imprese straniere. Penso per esempio all’Expo del 2015 alla quale parteciperanno molte imprese estere che possono attirare l’interesse della criminalità.”

Simona Suriano

Ecco l’intervista sul sito ANSA

Palermo - Centro Pio La Torre

Un registro obbligatorio per i lobbisti

Gli interessi europei nei più svariati settori sono sottoposti alle continue pressioni dei cosiddetti lobbisti.
La cosa che impressiona è che al registro dei lobbisti risulti iscritto finora solo il 75% degli operatori delle lobbies. Rimane fuori, e quindi segreto, un buon 25%. lobbies pressioniIl Parlamento europeo ha chiesto l’obbligatorietà per tutti di dichiararsi apertamente come lobbisti. Come cioè incaricato ufficiale di rappresentare interessi di multinazionali o organi non governativi.
L’influenza dei gruppi di pressione è notevole sull’intera attività delle commissioni e del parlamento. Secondo una ricerca dell’Associazione “Corporate Europe Observatory” il settore lobbistico dell’alta finanza impiega a Bruxelles 1.700 lobbisti. L’assedio delle lobbies al parlamento è testimoniato dal fatto che gran parte dei lobbisti hanno preso abitazione nei pressi della sede istituzionale europea di Bruxelles.
Secondo la stessa associazione non compaiono, fra gli altri, nel registro apposito, esponenti di gruppi bancari importanti come Goldman Sachs, Ubs, Hsbc, Santander e Rbs. A Strasburgo per questo è stata in questi giorni approvata la proposta della obbligatorietà di registrazione per tutti entro il 2016.
Il Movimento sosterrà questa battaglia politica in modo assoluto contro le lobbies che influenzano senza limiti l’attività del parlamento quasi sempre contrapponendosi agli interessi dei cittadini.
Abbiamo già denunciato strane presenze all’interno delle commissioni nazionali, non mi tirerò indietro nel denunciare intralci impropri e contrari agli interessi dei cittadini nelle sedi legislative comunitarie.  #vinciamonoi

Elezioni europee, la mafia detta le regole

Loro si lamentano, si sconvolgono, ci chiamano fascisti.
Lo fanno con la precisione chirurgica dell‘informazione venduta e svenduta.
Non hanno nemmeno lontanamente capito il Movimento 5 Stelle: siamo l’unica opposizione vera dal dopoguerra a oggi.
Molti degli onorevoli della maggioranza non sono mai venuti a contatto con una opposizione degna di questo nome. Disconoscono la genesi del Movimento e minimizzano i guasti prodotti dalla loro politica. Non hanno compreso la portata dei loro disastri. La Storia vera della prima o seconda Repubblica che sia, sta sempre più venendo a galla grazie a noi.
Dalla Sicilia che si consegna agli alleati sul finire della seconda guerra mondiale grazie alla mafia siciliana che poi chiederà il conto per i 70 anni a venire. Il crimine che da allora siederà nei banchi parlamentari e nei governi.
Le commistioni con le mafie che da allora banchettano, ospiti d’onore, col denaro pubblico. Con corruzioni, collusioni e danaro pubblico a pioggia per le incompiute che tempestano il paese, continui piani di cementificazione ad opera di imprese intimamente legate al malaffare con la regola del 2/4% sugli importi per le infinite tangenti.
La prassi delle raccomandazioni per i posti pubblici in cambio di voti. Le caste. L’informazione prona al sistema dei finanziamenti pubblici di stampa e tv. Le stragi di stato irrisolte a causa di governi vendutisi a ragioni sovranazionali e dove le vite dei cittadini sono state barattate con operazioni segrete, funzionali a disegni strategici spesso estranei agli interessi nazionali.
Massonerie, mafie e poteri forti ufficiosamente padroni del paese da sempre con loro interpreti politici che si sono succeduti nei decenni, a tutela esclusiva di quei sordidi interessi.
La squallida epopea berlusconiana complice una finta sinistra che ha mangiato nello stesso piatto del berlusconismo. In tutto questo il cittadino ha avuto poche scelte: o subire in silenzio o partecipare complice in cambio delle briciole delle briciole.
Questa è stata l’Italia degli ultimi 70 anni. Il Movimento 5 Stelle  nasce dalla rabbia lenta ma inesorabile maturata solo grazie alla rete ed alla sua progressiva controinformazione.
Beppe Grillo è stato interprete e megafono eccezionale di una consapevolezza che, senza la sua formidabile intuizione, starebbe ancora solo sulla rete in una forma sterile…

#416ter: “Non saremo MAI vostri complici” (Mario Giarrusso – 16 aprile 2014)

LAVORO! LAVORO! LAVORO!

Una delle tragedie economico-sociali messe nel dimenticatoio sia a livello nazionale che europeo è il disastro delle cosiddette delocalizzazioni (offshoring, suona così in inglese).
I dati sono importanti: ogni nave che scarica in un porto italiano diecimila container importa in automatico 10 milioni di ore di lavoro prodotte in Cina (o in Asia o nelle zone di sfruttamento del lavoro) con le relative prestazioni ai limiti della schiavitù e senza tutele per la sicurezza.

lavoroQuesta pratica, che è diventata una prassi del nostro capitalismo parassita, ha rovinato milioni di cittadini italiani impoverendoli (più di 5.000.000 i poveri in Italia) e una casta di circa un centinaio di migliaia di super ricchi. Le aziende che hanno chiuso in Italia delocalizzando hanno condannato interi comparti produttivi decidendo di fatto l’eliminazione di competenze, macchinari, professionalità trovate nei paradisi fiscali e dello sfruttamento del lavoro, anche molto vicini a noi.
L’Europa è rimasta a guardare in nome di un liberalismo cinico e castrante per un intero tessuto economico nazionale. Le soluzioni potrebbero essere: rendere conveniente la localizzazione delle imprese in Italia, aumentare le imposte sulle produzioni a livello europeo dove sia accertato una compressione dei salari impropria e una accertata carenza di dignità dei lavoratori; aumento delle imposte sui prodotti provenienti dai paradisi salariali che producono abbassando le tutele ambientali e sulle sicurezze sul lavoro; incentivi per il rientro delle produzioni manifatturiere in Italia.
Chiunque dovesse diventare eurodeputato dovrà necessariamente porre al centro del dibattito questa progressiva “carneficina” delle imprese e del lavoro italiano.

Photo by kekko64

Simona Suriano

simona suriano

INFORMAZIONI PERSONALI

Nome: SIMONA SURIANO
Residenza: San Giovanni La Punta (CT)
E-mail: simonike@alice.it
Nazionalità: Italiana
Data di nascita: 1 LUGLIO 1978

Nella mia CATANIA (21-05-2014) – Il mio discorso da Candidata Portavoce del M5S per il Parlamento Europeo, Movimento 5 Stelle


www.beppegrillo.it/europee/candidati/simona_suriano.html

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Data: 2009
Istituto di istruzione: Università di Bologna
Qualifica conseguita: Master di II livello in Relazioni Internazionali
Principali materie oggetto dello studio: Storia delle Relazioni Internazionali, Diritto
Internazionale e dell’Unione Europea, Economia Politica, Politica Economica, Inglese, Francese

Data: 2007
Istituto di istruzione: Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania
Qualifica conseguita: Laurea in Giurisprudenza (V. O.) – voto 104/110

 

ABILITAZIONI PROFESSIONALI

Data: 2012
Istituto: Consiglio Ordine degli Avvocati di Catania
Qualifica conseguita: Abilitazione all’esercizio della professione di Avvocato
Principali materie/abilità professionali oggetto dello studio: Diritto Civile, Diritto Costituzionale, Diritto del Lavoro, Procedura Civile, Diritto Internazionale Privato

 

CONOSCENZA LINGUE STRANIERE

INGLESE
Livello: B2 del CEFR – Upper-Intermediate
Qualifica conseguita: CAMBRIDGE ESOL – FIRST CERTIFICATE OF ENGLISH (2010)

FRANCESE
Livello: B2

ESPERIENZE LAVORATIVE

Data: Gennaio 2013 – Oggi

Datore di lavoro: Gruppo Parlamentare M5S Assemblea Regionale Siciliana (ARS)
Tipo di impiego: Ufficio Legislativo
Principali mansioni e responsabilità: Redazione Disegni di legge, Mozioni, Emendamenti, Interrogazioni parlamentari e consulenza

Data: Giugno 2012- Gennaio 2013
Datore di lavoro: Studio Legale Dragotta (Via Firenze, 144 – 95128 Catania)
Tipo di azienda o settore: Studio legale diritto commerciale, civile e societario
Tipo di impiego: Collaborazione professionale
Principali mansioni e responsabilità: Attività legale, redazione atti, recupero crediti per società, udienze

Data: 15 Settembre – 04 dicembre 2009
Datore di lavoro: UNIDO- ITPO Italy (Via Paola 41 – Roma)
Tipo di azienda o settore: United Nations Industrial Development Organization
Tipo di impiego: Internship
Principali mansioni e responsabilità: Partecipazione nell’elaborazione e promozione di progetti di investimento per lo sviluppo della cooperazione tra imprese italiane e dei paesi in via di sviluppo (PVS); attività di back office; supporto nell’organizzazione di fiere e di incontri B2B tra imprese

 

ESPERIENZE IN AMBITO UE

Data: Maggio 2009
Tipo di esperienza: Missione a Bruxelles degli studenti del Master in Relazioni Internazionali dell’Università di Bologna per partecipare ai convegni organizzati presso il Parlamento Europeo, Consiglio Europeo e la sede della NATO

Data: Marzo 2009
Tipo di esperienza: Simulazione di una sessione di lavoro del Consiglio Europeo sul tema del risparmio energetico, tra gli studenti del “Master in Relazioni Internazionali” della Università di Bologna e gli studenti della “John Hopkins University” di Bologna, presso il Palazzo Vecchio di Firenze

 

COMPETENZE INFORMATICHE .

Windows 8, Mac OS X 10, Word, Excel, PowerPoint

 

ATTIVISMO M5S

Faccio parte del Movimento 5 Stelle sin dal 2007 (allora “Amici di Beppe Grillo”), anno in cui mi sono iscritta al Meetup “I Grilli Dell’Etna”. Da allora ho sempre partecipato attivamente alla realizzazione dei progetti del gruppo. Inoltre mi sono resa disponibile per l’organizzazione e la gestione degli eventi volti a pubblicizzare le iniziative sin dal primo V-Day. Ho partecipato a numerosi banchetti informativi e di raccolta firme. Infine in qualità di avvocato ho contribuito ad approfondire e informare i miei concittadini su quale fosse la proposta di riforme dell’Art. 138 della Costituzione, presentata dal Governo Letta, impegnandomi anche nell’elaborazione di materiale divulgativo.

 

Dichiarazione di intenti:

L’Europa, e con essa l’Italia, stanno vivendo un particolare periodo storico scandito da difficoltà economiche, profondi cambiamenti sociali, rivoluzioni culturali.
Ed in questo contesto i cittadini sono chiamati a dare il loro voto per rinnovare il PE, istituzione che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini europei ma che i più ignorano la sua composizione e funzione.
Non è un caso che l’astensionismo durante le elezioni europee sfiori il 50% . Questo non è euroscetticismo ma un vero e proprio deficit democratico.
Un Parlamento votato da metà della popolazione adulta e votante è un parlamento a metà, e difatti gli eurodeputati italiani sinora non hanno brillato per fedeltà al paese (quando si apre la possibilità di una carica in Italia tornano mesti mesti a casa) né per amor patrio. Prescindendo dal fatto che nessuno o quasi conosce gli eurodeputati italiani, quali risultati importanti hanno portato a favore dell’Italia? Chi si è battuto per un’Italia massacrata e martoriata dalle misure di austerity? Eppure tutti son bravi a dire “ce l’ha chiesto l’Europa”…ma l’Europa da chi è composta? Non è formata anche da rappresentanti italiani? E perché quest’utlimi non riescono a frenare certe misure da impoverimento globale come ben sanno fare altri paesi? O forse non sono capaci i nostri rappresentanti a far valere il punto di vista di un paese diverso, per storia, cultura, pensiero a una rigorosa Germania o una ubbidiente Francia.

In caso di elezione punterò dritta, insieme agli altri, alla realizzazione dei Sette punti per l’Europa proposti da Grillo.
Battagliando per un referendum sull’euro, tastando il polso alla sua popolarità e convenienza per i nostri cittadini, faremo pressioni forti per l’abolizione del fiscal compact che dal prossimo anno potrebbe ridurci alla fame costringendoci a minori spese per 50 miliardi l’anno, agiremo per l’abolizione del pareggio di bilancio e contrasteremo con tutti noi stessi il rigido parametro del 3% almeno per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo ed imprese innovative.
Mi piacerebbe portare la competenza e l’onestà dentro il PE, mettere in chiara luce i meccanismi di lavoro e finalmente mettere in risalto le difficoltà e le bellezze dell’Italia, un paese che non può essere liquidato in cifre come il paese dal 130% del rapporto debito- pil o che non rispetta i parametri del Patto di stabilità.
L’Italia è tanto altro, è un paese con una storia millenaria che non può essere rappresentata da delle sterili cifre. E’ un paese che merita rispetto, è un paese forte che sa fare sacrifici per i propri figli e rialzare la testa se ne vale la pena. Non è un paese che si vuol vendere alla grande finanza o al selvaggio libero mercato.
Se l’UE sarà una unione di popoli e culture, dove a prevalere sarà il cittadino europeo e non la moneta unica è un’Europa di cui tutti potremmo godere.
E’ l’Europa di Altiero Spinelli, l’Europa di De Gasperi.

Vinciamo noi!

Simona Suriano