Simona Suriano

simona surianoINFORMAZIONI PERSONALI

Nome: SIMONA SURIANO
Residenza: Catania
Domicilio: San Giovanni la Punta
E-mail: simonike@hotmail.it
Nazionalità: Italiana
Data di nascita: 1 LUGLIO 1978

 

 

Ecco il mio video di presentazione

ISTRUZIONE E FORMAZIONE
Data: Novembre 2015
Istituto di istruzione: Europe Innovation Business School
Qualifica conseguita: Master Europrogettazione 2014-2020
Principali materie oggetto dello studio: Analisi dei principali fondi europei diretti e della
metodologia di redazione dei progetti attraverso lo strumento del Project Cycle Managment;
simulazione progetto per l’accesso al fondo “Europe for Citizens”.

Data: Dicembre 2009
Istituto di istruzione: Università di Bologna
Qualifica conseguita: Master di II livello in Relazioni Internazionali
Principali materie oggetto dello studio: Storia delle Relazioni Internazionali: dal Congresso di
Vienna del 1919 al sistema mondiale post bipolarismo;
Diritto Internazionale e dell’Unione Europea: analisi del funzionamento e delle istituzioni
europee. Studio della giurisprudenza delle maggiori Corti internazionali ed europee;
Economia Politica e Politica Economica: micro e macro economia, analisi delle principali
forme di mercato e delle politiche fiscali e monetarie adottate nel mondo;
Inglese e Francese: approfondimento di testi di riviste economiche e politiche in lingua,
redazione papers su argomenti di politica estera.

Data: 2007
Istituto di istruzione: Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania
Qualifica conseguita: Laurea in Giurisprudenza (V. O.) – voto 104/110

ABILITAZIONI PROFESSIONALI
Data: 2012
Istituto: Consiglio Ordine degli Avvocati di Catania
Qualifica conseguita: Abilitazione all’esercizio della professione di Avvocato
Principali materie/abilità professionali oggetto dello studio: Diritto Civile, Diritto
Costituzionale, Diritto del Lavoro, Procedura Civile, Diritto Internazionale Privato

CONOSCENZA LINGUE STRANIERE
INGLESE
Livello: B2 del CEFR – Upper-Intermediate
Qualifica conseguita: CAMBRIDGE ESOL – FIRST CERTIFICATE OF ENGLISH (2010)

FRANCESE
Livello: B2

ESPERIENZE LAVORATIVE

Data: Gennaio 2013 – 14 Dicembre 2017
Datore di lavoro: Gruppo Parlamentare M5S Assemblea Regionale Siciliana (ARS)
Tipo di impiego: Ufficio Legislativo
Principali mansioni e responsabilità: Redazione Disegni di legge, Mozioni, Emendamenti,
Interrogazioni parlamentari e assistenza nelle attività di Commisione legislativa. In
particolare ho collaborato alla redazione di alcuni importanti DDL come quello sulla riforma
della Formazione Professionale e approfondito temi come il Reddito di Cittadinanza in
Sicilia; ho collaborato alla stesura del Programma del Movimento 5 Stelle Sicilia per la
partecipazione alle regionali del 2017; ho inoltre collaborato alla redazione del bando
relativo al concorso di idee “Boom Polmoni Urbani” lanciato dal Movimento 5 Stelle Sicilia e
seguito il contest dalla fase iniziale alla fine attraverso l’analisi dei SAL dei progetti vincitori.
In quanto collaboratrice di deputato facente parte della Commissione Ambiente e Territorio
all’Ars mi sono imbattuta più volte nella redazione di atti e ricerca di soluzioni in materia di
gestione rifiuti, Prg, Pudm, governo del territorio.

Data: Giugno 2012- Gennaio 2013
Datore di lavoro: Studio Legale Dragotta (Via Firenze, 144 – 95128 Catania)
Tipo di azienda o settore: Studio legale diritto commerciale, civile e societario
Tipo di impiego: Collaborazione professionale
Principali mansioni e responsabilità: Attività legale, redazione atti legali (atti di citazione,
decreti ingiuntivi, ricorsi), recupero crediti per società, partecipazione ad udienze

Data: 15 Settembre – 04 dicembre 2009
Datore di lavoro: UNIDO- ITPO Italy (Via Paola 41 – Roma)
Tipo di azienda o settore: United Nations Industrial Development Organization
Tipo di impiego: Internship
Principali mansioni e responsabilità: Partecipazione nell’elaborazione e promozione di
progetti di investimento per lo sviluppo della cooperazione tra imprese italiane e dei paesi
in via di sviluppo (PVS); attività di back office; supporto nell’organizzazione di fiere e di
incontri B2B tra imprese

ESPERIENZE IN AMBITO UE IN SENO AL MRI di BOLOGNA.
Data: Marzo 2009
Tipo di esperienza: Simulazione di una sessione di lavoro del Consiglio Europeo sul
tema del risparmio energetico, tra gli studenti del “Master in Relazioni Internazionali” della
Università di Bologna e gli studenti della “John Hopkins University” di Bologna, presso il
Palazzo Vecchio di Firenze.

COMPETENZE INFORMATICHE.
Windows 8, Mac OS X 10, Word, Excel, PowerPoint

 

ALTRE INFORMAZIONI

Per perfezionare la conoscenza dell’inglese ho frequentato un corso di lingua a Londra nell’estate
del 2008.
Dal 2013, anno di assunzione presso il Gruppo Movimento 5 Stelle Sicilia, mi sono dedicata ad
ampio spettro ad affrontare le diverse problematiche e tematiche poste all’attenzione del deputato
di mio riferimento. Questo tipo di impiego mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze del diritto
amministrativo e del funzionamento della macchina burocratica regionale. In diversi momenti si
sono succeduti incontri con i vari esponenti e i portatori di interessi coi quali abbiamo dialogato e
cercato di pervenire ad una soluzione condivisa. In tante altre occasioni il mio lavoro è consistito
nel fare da ponte tra le istanze dei cittadini e delle comunità locali e i portavoce, e viceversa. Infine,
in occasione della campagna elettorale per il rinnovo dell’Ars del 2017 ho avuto l’onore di
partecipare alla stesura del programma regionale che abbraccia diverse tematiche, tutte frutto di
profondo studio e analisi che ha fatto sì che questo diventasse un programma molto dettagliato e
corposo.

Simona Suriano

L’Europa che sognavamo, l’Europa che ci hanno rubato, l’Europa che vogliamo

finanziamenti europei

Da quando sono nata sento parlare d’Europa come un’opportunità da cogliere. Ricordo gli anni durante i quali si rincorreva l’unione monetaria, il soldo comune, quello che poi fu l’Euro.
Si era cominciato prima, secondo me, con qualcosa di più importante: ricordo i progetti Erasmus. Quelli grazie ai quali si procedeva a scambi culturali e di studio fra università europee. Rammento quando giovani am
ici tornavano nostalgici da luoghi fino ad allora lontani nei modi di vivere, nel cibo, nella lingua, nella cultura, nella pratica dell’amore, negli usi e costumi, nella musica. Tutto questo aveva un fascino infinito per noi giovani del tempo. Era una costruzione in corso di qualcosa di sempre più importante. Almeno così pensavamo in tanti.
finanziamenti europei
Negli anni 2000, quelli che coincidono con l’introduzione della moneta unica, invece l’attenzione repentinamente si è spostata su ben altro. Hanno avuto esclusiva rilevanza, nell’immaginario collettivo dell’opinione pubblica europea altre cose più concrete. Hanno iniziato a farla da padroni i numeri. Cifre, percentuali, spread, cambi, doppi prezzi, stipendi, statistiche continue dell’Eurostat su ogni aspetto della vita quotidiana misurabile. La poesia dell’Europa d’un tratto divenne prosa finanziaria. E, con la crisi proveniente dagli Stati Uniti, importata quasi con piacere dai magnati dell’alta finanza e dai burocrati bancari e comunitari, questa predominanza dei numeri su tutto il resto diventò dominio assoluto. La vittoria dei numeri ha avuto finora il suo punto massimo nell’”austerità”. Un concetto vincente nelle menti degli europei meno ricchi, tale perché padrone delle menti e delle vite quotidiane della maggioranza dei cittadini.
E’ evidente che questo spostamento è stato molto artificioso. Voluto da una casta finanziaria senza cuore che con pensieri e condizionamenti ci guadagna miliardi al giorno. Quando questa casta vuole può persuadere su tutto, può fare credere finanche che gli asini volano. Difatti la redistribuzione dei redditi di un’area così ricca come l’Europa è stato finora l’ultimo dei problemi in agenda per la politica Ue. Una politica che non conta più niente. Che ormai è lo strumento comprato, quindi vendutosi, per esercitare poteri di casta.
Opporsi fermamente a tutto questo è un’impresa titanica. Il Movimento nasce per farlo. Siamo rivoluzionari nelle ferme intenzioni politiche. Esercitiamo tale rivoluzione nelle forme democratiche consentite perché riconosciamo un alto valore assoluto all’esercizio politico pacifico.
Ma questo non deve farci dimenticare che rivoluzionare il sistema dall’interno non sia un’opera altrettanto complicata, anzi molto di più, che provvedere ad un ordinario “assalto alla Bastiglia”.

“Cambiare l’Europa è possibile”: pubblico dibattito a Catania

Ci vogliono fare credere che l’EUROPA sia un inviolabile Testo Sacro, ma non è così.
L’insieme dei Trattati che legano tra loro gli Stati Europei sono sempre, per loro stessa natura, rinegoziabili.
Tutti i parametri che ci impongono non sono ” leggi dell’Economia ” ma il frutto arbitrario degli Stati più forti.
Dal Fiscal Compact al Pareggio di Bilancio, dal 3% del PIL agli €uroBond, tutto è modificabile.
Sono tutti gli obiettivi concretamente raggiungibili, tutto si può e si deve cambiare se c’è la Volontà Politica.
Noi l’abbiamo e cambieremo radicalmente l’Europa e l’Italia.

Ne parleremo insieme Sabato 17 maggio 2014 alle ore 10 al Cortile Platamone, in via Vittorio Emanuele, 121 a Catania, con un dibattito pubblico sul tema “Cambiare l’Europa è possibile”.
I relatori dell’incontro saranno il docente di diritto civile dell’università di Palermo professor Guido Noto La Diega e la candidata catanese al Parlamento Europeo per il Movimento 5 Stelle Simona Suriano. A condurre e moderare la Senatrice Portavoce a 5 Stelle Nunzia Catalfo.
I temi illustrati riguarderanno “La distribuzione dei poteri in Europa: revisione, recesso e contro limiti” a cura del prof. Noto La Diega e la parte “Come e dove cambiare i trattati insieme ai cittadini” che sarà trattata dall’avvocato Simona Suriano, unica candidata catanese del Movimento 5 Stelle entrata in lista alle primarie col suffragio di 1274 preferenze interne, prima fra i candidati siciliani al secondo turno. La Suriano, attivista del Movimento dal 2007 è laureata in giurisprudenza con master in relazioni internazionali conseguito all’Università di Bologna e madre di una bimba di tre mesi.

Al centro dell’ incontro pubblico promosso dal Movimento 5 Stelle etneo la possibilità di rinegoziazione dei Trattati Europei, puntando l’attenzione sulle possibilità tecniche di recedere e ridiscutere alcuni accordi che spesso sono la causa principale di ogni misura di austerità per l’intera Unione europea, soprattutto per i paesi particolarmente in crisi come l’Italia.
Gli strumenti tecnico-giuridici infatti sono solo il mezzo di una volontà politica volta al cambiamento radicale e cambiare è possibile attraverso il deciso mutamento politico in seno ai luoghi istituzionali europei.

Ufficio Stampa Simona Suriano
Cambiare l'Europa è possibile - Catania

Nuove tangenti vecchio sistema

Siamo dentro una nuova Tangentopoli. Ma potrebbe trattarsi di qualcosa di diverso.
Nelle indagini dei primi anni ’90, il terreno era già stato preparato per l’inserimento sulla scena politica di una forza ancora più conservatrice del passato che si voleva cestinare.
I latrati leghisti vennero presto soffocati dalla “moderazione” restauratrice berlusconiana. A corruzione e collusione si sostituì una più fresca immagine, patinata e di successo, di corruzione e collusione, anzi venne assoldato dai soliti poteri qualcuno che potesse rinverdire subito i fasti del “Sistema”, qualcuno che ci mettesse faccia, qualunquismo, portafogli e immagine vincente oltre che mezzi televisivi.
Adesso le forze della conservazione sono comunque salde ma accerchiate: da un lato una crisi durevole causata più da limiti strutturali e sistemici del capitalismo come lo abbiamo praticato e conosciuto fino ad oggi, dall’altro un Movimento di cittadini più consapevoli che vogliono rovesciare il sistema politico consolidato proponendo una freschezza morale senza precedenti e un nuovo modello di società e di crescita compatibile con la crisi ambientale che vive il pianeta. Questa nuova Tangentopoli potrebbe essere l’inizio di qualcosa di più prorompente o l’ennesimo colpo di forbice per eliminare i rami secchi? Lo vedremo…
Dall’Europa si possono fare cose: per esempio dare un seguito alla Commissione speciale sulla criminalità organizzata (Crim) ed estendere certi principi e regole antimafia a tutti i paesi dell’Unione.

peppino impastato radio aut
Intanto oggi ricorre uno dei tanti anniversari di morte dei nostri santi laici.
Peppino Impastato venne ucciso a Cinisi il 9 maggio del 1978, i killer inscenarono un finto incidente.
Pochi giorni dopo i cittadini di Cinisi lo elessero al consiglio comunale in forma simbolica.

Mi piace ricordarlo vivo mentre ridicolizza con coraggio la mafia.
#vinciamonoi

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Immigrazione, la solitudine italiana di fronte alla UE

La questione immigrati è un problema che deve affrontare l’Italia da sola?
L’immigrazione in Europa per ragioni geopolitiche riguarda principalmente gli spostamenti di masse povere provenienti dal Nordafrica che alla loro condizione di disagio materiale uniscono lo sconquasso provocato dalle diverse mutazioni politico-rivoluzionarie accadute di recente. A queste si uniscono le tratte tradizionali di immigrazione dalla Turchia all’Europa del Nord, quelle che dall’Est progressivamente si muovono verso i paesi benestanti dell’Unione, quella dal Marocco alla Spagna e l’immigrazione di cinesi, indiani e pakistani che arrivano dall’Asia con i più svariati mezzi.
Una babele di necessità e convenienze che in Europa trovano il loro luogo di ristorazione e di speranza per una vita migliore. 

Il tema politico dell’immigrazione clandestina è quindi un problema senza dubbio europeo e come tale andrebbe affrontato con direttive e normative unitarie senza ricorrere ad espedienti o programmi occasionali che lasciano il tempo che trovano. A questa ordinaria pressione migratoria bisogna aggiungere gli allarmi periodici e sempre più gravi dettati da notizie di prossime emigrazioni di massa dall’Africa, come quella giunta qualche giorno fa secondo la quale circa 800.000 migranti sarebbero pronti a sbarcare in Europa (soprattutto coste siciliane) via Libia, laddove regna il caos istituzionale e il traffico è gestito da due clan maggioritari.
E allora cosa fare? Ci può e deve essere solo una risposta politica e istituzionale dell’intera Unione europea e delle organizzazioni sovranazionali. E’ una questione aperta che non può essere delegata a provvedimenti e a stanziamenti una tantum.
Ogni paese dell’unione deve prevedere strutture di accoglienza secondo un equo piano di ripartizione dei migranti, che, secondo le regole vigenti, potranno essere accolti o respinti, con un occhio di riguardo per i rifugiati politici.
Il peso di una mole immigratoria simile non può essere lasciato solo all’Italia o ai paesi che maggiormente ne sostengono il peso organizzativo e sulla popolazione locale.
La Sicilia sta affrontando in solitudine una sequenza sempre più fitta di sbarchi ed il carico organizzativo ed economico è addirittura fronteggiato dai singoli comuni (come al centro d’accoglienza d’Augusta che oggi ho avuto modo di vedere incontrando lì alcuni attivisti).

Immigrati centro d'accoglienza di Augusta

Immigrati nel centro d’accoglienza di Augusta

Infine è naturale che una solidarietà più efficiente si ottiene con la massima organizzazione e pianificazione di risorse economiche ed umane specializzate. A questo dobbiamo puntare per una Europa solidale dentro e fuori le proprie frontiere.
Se non ci lasceranno sognare noi non li faremo dormire.
Vinciamo noi!

Portella ’47, pietra miliare della Trattativa

Il primo maggio del 1947 si consumava una delle prime stragi della collusione politica-mafia. Quella di Portella della Ginestra appartiene a tutti, come testimonianza della nascita del sistema di collusione italiano (Stato-mafia), che diventerà per sempre forza imperante di governo per i decenni a venire. Pietra miliare dell’incontro fra interessi criminali e quelli governativi e della maggioranza che doveva guidare il paese. La Sicilia fu conquistata dagli americani senza tanti caduti perchè ebbero il benestare dei mafiosi italo-americani. In cambio la mafia si assicurò un potere infinito e grandi disponibilità politiche per svilupparsi economicamente e criminalmente dallo Stato stesso. Che ebbe in cambio importanti serbatoi di voti e la garanzia della sicurezza personale e politica per i protagonisti di questa riuscitissima trattativa storica.
Nel macero vittime concordate e previste i cittadini più poveri, i nullatenenti, gli agricoltori, la maggioranza di un popolo che da subito ha dovuto saggiare la frusta della cosiddetta Prima Repubblica fatta di sangue e finta democrazia.

Portella della Ginestra

Oggi nulla di diverso se non una versione rivisitata e corretta di un Patto che ancora tiene e assume nuove sembianze. Il Movimento dalle segrete stanze istituzionali europee ha la ferma volontà di scoperchiare i nuovi patti a danno dei cittadini con multinazionali e nuove mafie detentrici esclusive di liquidità e poteri.

Votateci, #vinciamonoi

Il treno perso dei finanziamenti UE

Io finanzio, tu finanzi, egli finanzia, noi mangiamo, voi mangiate, essi mangiano.

Ecco come declinare la vicenda dei finanziamenti europei delle aree svantaggiate negli ultimi decenni, soprattutto in Sicilia  dove le frodi all’Unione sono le maggiori in Italia con oltre 148 milioni di euro in un anno secondo la Corte dei Conti. Denaro comunitario che l’Erario dovrebbe recuperare ma che di fatto risulta truffato.
Quasi la totalità dei soldi che in Sicilia sono stati presi in maniera irregolare provengono dal Po-Fesr, ovvero 147,3 milioni di euro. La Sicilia ha pure una buona fetta di responsabilità riguardo i fondi a scopo agricolo, i Feaga/Feasr: dalla relazione della Sezione sulle irregolarità e frodi in Campania e Sicilia, è emerso che l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), organismo pagatore per molte Regioni, ha segnalato come nel 2012 il 42,5% delle somme complessive da recuperare si trovino nell’Isola.
Nel frattempo le imprese temono fortemente che non vengano programmate adeguatamente le somme dei Programmi operativi regionali del Fesr, del Fondo sociale e dei Pon (programmi operativi nazionali) che per il periodo 2014-2022 ammontano a 8, 2 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti i finanziamenti per i programmi regionali d’agricoltura e pesca. Si assiste a rotazioni di responsabilità nella burocrazia siciliana che impediscono un’adeguata programmazione ed emergono lacune formative nel personale che dovrebbe informare e formare.
Assenze governative ai tavoli di programmazione e scarsa collaborazione con gli uffici di Bruxelles che pure si offrono collaborativi su questa materia. Insomma una confusione burocratica ed un’assenza di piani industriali innovativi che in nessun modo potranno incoraggiare la spesa totale dei finanziamenti comunitari.finanziamenti europei

Le soluzioni possibili rimangono il controllo sull’operato degli uffici, garantendo continuità a quelli più capaci e funzionali, sostituendo le dirigenze di quelli improduttivi.
Creare una fitta forma di collaborazione fra gli eletti al Parlamento e quelli alla Regione per procedere ad un controllo incrociato sulle motivazioni reali che bloccano il progresso delle nostre terre già svantaggiate da decenni di lassismo e mala politica di casta. Le soluzioni tecniche si troveranno con la collaborazioni delle associazioni di categoria e delle forze sociali interessate ad investire nelle aree indicate dagli obbiettivi europei per i fondi.

Non ci sono urgenze così prioritarie come gli investimenti per creare lavoro tutelando la legalità come in Sicilia e nel nostro Meridione.
Non ci sono forze politiche più credibili del Movimento 5 Stelle che possano ribaltare questi tavoli incrostati di malaffare, strafottenza di casta e reali incapacità operative. #vinciamonoi!

Al Centro Pio La Torre confronto su elezioni e mafia. Suriano: “serve un’adozione europea di una legge antimafia”

Mi auguro che la “risoluzione approvata dal Parlamento europeo si tramuti in un vincolo definitivo, in un impegno da parte dell’Europa affinché tutti gli stati membri si dotino di una legislazione antimafia. La lotta non è più locale, ma globale. La nostra legislazione è completa ed efficace ma il rischio è che le mafie la scavalchino infiltrandosi in imprese straniere. Penso per esempio all’Expo del 2015 alla quale parteciperanno molte imprese estere che possono attirare l’interesse della criminalità.”

Simona Suriano

Ecco l’intervista sul sito ANSA

Palermo - Centro Pio La Torre

Un registro obbligatorio per i lobbisti

Gli interessi europei nei più svariati settori sono sottoposti alle continue pressioni dei cosiddetti lobbisti.
La cosa che impressiona è che al registro dei lobbisti risulti iscritto finora solo il 75% degli operatori delle lobbies. Rimane fuori, e quindi segreto, un buon 25%. lobbies pressioniIl Parlamento europeo ha chiesto l’obbligatorietà per tutti di dichiararsi apertamente come lobbisti. Come cioè incaricato ufficiale di rappresentare interessi di multinazionali o organi non governativi.
L’influenza dei gruppi di pressione è notevole sull’intera attività delle commissioni e del parlamento. Secondo una ricerca dell’Associazione “Corporate Europe Observatory” il settore lobbistico dell’alta finanza impiega a Bruxelles 1.700 lobbisti. L’assedio delle lobbies al parlamento è testimoniato dal fatto che gran parte dei lobbisti hanno preso abitazione nei pressi della sede istituzionale europea di Bruxelles.
Secondo la stessa associazione non compaiono, fra gli altri, nel registro apposito, esponenti di gruppi bancari importanti come Goldman Sachs, Ubs, Hsbc, Santander e Rbs. A Strasburgo per questo è stata in questi giorni approvata la proposta della obbligatorietà di registrazione per tutti entro il 2016.
Il Movimento sosterrà questa battaglia politica in modo assoluto contro le lobbies che influenzano senza limiti l’attività del parlamento quasi sempre contrapponendosi agli interessi dei cittadini.
Abbiamo già denunciato strane presenze all’interno delle commissioni nazionali, non mi tirerò indietro nel denunciare intralci impropri e contrari agli interessi dei cittadini nelle sedi legislative comunitarie.  #vinciamonoi

Fiscal Compact: 50 o non 50? Questo è il dilemma?

In questi giorni si sta diffondendo la notizia che il fiscal compact dovrebbe costare molto meno dei fatidici 50 miliardi l’anno per l’Italia. Viene infatti data per assodata la diminuzione del deficit grazie alla crescita del Pil secondo stime del Fondo monetario sul nostro paese.
Come sappiamo non tutto quello che viene dalla stampa è oro colato..anzi..il punto di vista del Movimento rimane immutato.
Le ragioni sono che il Fondo monetario difficilmente azzecca le previsioni e noi come Italia nella recente storia economica abbiamo sempre riscontrato dati al ribasso rispetto alle stime.
fiscal compact europaIl Def (Documento di Economia e Finanza) stima un deficit entro il 2014 che vola fino al 134,9%. Non vi è traccia di crescita e tutti i dati macroeconomici interni sono un rosario di tristi realtà: centinaia di aziende che chiudono ogni giorno, disoccupazione alle stelle, idem per la pressione fiscale, economie criminali, evasioni e corruzioni che la fanno da padrone, ko della domanda interna e l’Inps che stenta a pagare pure gli assegni di disoccupazione (allo stato unica fonte di reddito di disperazione per migliaia di famiglie).
Rimangono poi i parametri rigidi del patto di bilancio da rispettare, dunque, in tutto questo ci tocca l’obbiettivo di un limite che progressivamente dovrà essere inferiore al 3% nel rapporto deficit/Pil per rientrare gradualmente fino ad arrivare al pareggio di bilancio (che ci siamo auto inseriti in Costituzione). Il target finale è lo 0,5% che vuol dire riduzione all’osso della spesa pubblica e possibilità zero di sforamenti (deficit).
Dulcis in fundo: il prossimo anno ci tocca pagare una quota di deficit di rientro pari al 3,75%, circa una quarantina di miliardi.
Il fiscal compact rimane un capestro che si sta per stringere al collo degli italiani.